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V.I.   Vitality Indicator
Indicatore di Vitalità

Questo semplice strumento permette di VERIFICARE l'esistenza dell'energia vitale, o bioplasma, e farsi un'idea del proprio stato energetico.

Avvicinando la mano allo strumento, la ruota gira con velocità e direzione dipendenti dalla emissione bioenergetica. In ambienti naturali o sufficientemente permeabili al flusso energetico terrestre, la ruota può girare anche da sola, con variazioni specifiche nell'arco della giornata. Creato dal ricercatore ungherese George Egely, il V.I. ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti nelle esposizioni internazionali. (ecco cosa ne dice chi l'ha provato)

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V.I.   Vitality Indicator
Indicatore di Vitalità
Questo semplice strumento permette di VERIFICARE l'esistenza dell'energia vitale, o bioplasma, e farsi un'idea del proprio stato energetico.
DESCRIZIONE

Il Vitality Indicator, o V.I., è uno strumento tascabile destinato agli indagatori della bioenergia. Con il Vitality Indicator si può VERIFICARE la reale esistenza dell'energia sottile: sia quella "strutturata" che costituisce l'aura umana, che quella del flusso di orgone che continuamente scorre attraverso tutte le cose. Sì, proprio così, non è uno scherzo: avvicinando la mano allo strumento, subito la ruota gira con velocità proporzionale alla quantità della bioenergia posseduta! E finora non ci sono spiegazioni convenzionali, è proprio l'energia "sottile" che fa girare la ruota, come dimostrano i tanti esperimenti descritti in questa pagina, e che chiunque può fare. Con il Vitality Indicator (da qui in poi indicato come V.I., pronunciato "vi-ài") è possibile intraprendere decine di esperimenti scientifici, e smontare una per una tutte le obiezioni degli scettici di professione! Tutti coloro che finora hanno sperimentato la psicocinesi (PK) con la cosiddetta psi-Wheel (l'ombrellino di carta sullo spillo, da far ruotare col pensiero), trovano nel V.I. lo strumento ideale, decine di volte più sensibile della psi-wheel di carta o del classico Rotorgon, e il 30% più sensibile della famosa Egely Wheel.

A dispetto della sua apparente semplicità, il V.I. è un oggetto ad alto contenuto tecnologico. Una basetta metallica in alluminio anodizzato, ha al centro un perno di supporto, alla cui sommità ha un incavo che ospita un appoggio in pietra semi-preziosa durissima (un "rubino" di quelli che sostengono gli ingranaggi degli orologi meccanici). Nell'incavo si appoggia la sottilissima ruota girante, tramite uno speciale micro ago inserito nella sua faccia inferiore. Il risultato è una mobilità senza pari della girante, che in tal modo risulta sensibile anche a forze infinitesimali. Inoltre, il V.I. è uno strumento portatile e leggero, e quando è coperto con la sua cupolina trasparente sta comodamente in una tasca. Il V.I. è presentato in una elegante scatolina rossa di cartone. Sono incluse istruzioni complete in italiano.

Per far ruotare il V.I. con la propria bioenergia, basta togliere delicatamente il coperchio e mettergli una mano vicino, come nella figura a destra. Il V.I. ruoterà con velocità diverse, secondo la propria carica vitale. Nella maggior parte delle persone una delle due mani ha una emissione più forte rispetto all'altra.
E' bene provare in vari modi, ricercando i punti a maggiore emissione. In particolare, bisogna verificare se, come molte persone, si è in grado di emettere bioenergia dalla punta delle dita, e in questo caso si riuscirà a far ruotare la girante in un senso o nell'altro, variando il lato e l'angolo di incidenza delle dita sul V.I. (come nella figura a due dita).
Tutto il corpo emette bioenergia, ma l'emissione è normalmente più forte in alcuni punti, come dalle estremità delle dita e dal palmo delle mani, e dalle anche. In generale, l'emissione più forte avviene dai chakras maggiori e minori, e dalla maggior parte dei punti dell'agopuntura.

Se il V.I. viene messo vicino particolari punti del corpo (da individuare per tentativi) si noterà che la rotazione non è più costante: l'apparecchio sembra fermo, ma ad una osservazione più attenta si vede che in realtà ha una piccola e costante oscillazione con un periodo di 10-20 secondi, a volte anche solo di uno o due millimetri, però continua, seguendo il ritmo della naturale pulsazione periodica dell'aura. Uno di questi punti può essere facilmente trovato per tentativi vicino al polso, un po' verso l'avambraccio, ma può variare secondo le persone e il momento.

Avendo due V.I., uno per mano (disposti come nella figura a due mani), si osserverà che ruotano in direzioni diverse, perché il flusso energetico crea un gradiente, cioè una variazione progressiva della sua densità, che può essere positivo o negativo. L'etere tende a ruotare spontaneamente a spirale, e il gradiente innesca questo movimento eterico, ed è questo che "trascina" la materia fisica della rotella. Il verso di rotazione del V.I. dipende quindi dalla polarità del gradiente eterico, ed è per questo motivo che è possibile far ruotare due V.I. contemporaneamente in direzioni diverse (figura a destra).

Un'altra proprietà sconcertante dell'etere è che può rispondere alla volontà. Ciò è possibile perché il pensiero e la mente stessa sono complessi movimenti energetici nell'etere. Con il V.I. si può verificarlo. Mediante un intenso e prolungato atto di volontà è infatti possibile cambiare il verso di rotazione del V.I. (ma non è facilissimo, occorre esercitarsi). Si può far ruotare il V.I. senza usare le mani, da una distanza di 50-100 centimetri, e deciderne il verso di rotazione, sempre con un certo esercizio. In tal caso però non bisogna confondersi con la lenta rotazione generata dal campo della propria aura, la cui influenza sul V.I. normalmente arriva a 1-1,5 metri. E nemmeno bisogna confondersi con la lenta rotazione generata dal flusso naturale di orgone nell'ambiente.

Il V.I. infatti è anche sensibile all'etere che scorre lungo la superficie terrestre da sud-ovest;, anche notro come orgone. Infatti il V.I., in quasi tutti gli ambienti, può perfino mettersi a ruotare da solo per effetto di questo flusso, di solito basta appoggiarlo a terra lontano da oggetti. In alcuni punti ruota, in altri no, secondo la geometria dell'ambiente (il cosiddetto "potere delle forme").

Quanto detto è solo un accenno delle possibili cose che si possono fare avendo un V.I., il primo strumento semplice e portatile che rende EVIDENTE a chiunque la reale esistenza dell'etere e dell'aura, e dà a tutti la possibilità di indagare sulle energie sottili (per gli esperimenti, vedere la sezione successiva).

Riassumendo: perché è utile avere un V.I.:

  • dimostra che si può movimentare l'etere (e quindi far girare la rotella) solo con la volontà;
  • permette di valutare la distanza alla quale si riesce ad influenzarne il movimento;
  • aiuta a migliorare la capacità di concentrazione;
  • insegna a mobilitare le energie sottili;
  • aiuta ad armonizzare l'attività degli emisferi cerebrali (ruotando simultaneamente due rotelle, una per mano);
  • aiuta ad apprendere come dirigere il flusso energetico, influenzando a volontà la direzione della rotazione;
  • aiuta a rilassarsi (perché quando si è tesi o stressati la rotella gira poco o non gira affatto);
  • aiuta a valutare la realtà e quantità della propria energia vitale;
  • rende consapevoli del proprio potere mentale;
  • permette di tracciare una mappa dell'intensità del flusso orgonico negli ambienti;
  • si possono perfino organizzare divertenti "gare eteriche" a due, con amici e parenti, puntando ognuno le proprie dita ai due lati opposti di uno stesso V.I., e vince chi "spara" più energia e lo fa ruotare in suo favore!

AVVERTENZE PER L'USO DEL V.I.:

1) Il V.I. ha una cupolina in plastica trasparente che lo protegge quando non è in uso. Quando si apre o si richiude, bisogna fare la massima attenzione a non urtare la rotella con le dita, o con lo stesso coperchio. Per aprirla facilmente, tenere il V.I. in orizzontale con una mano, cominciare ad alzare leggermente la cupolina aiutandosi con un'unghia nella apposita fessura sul bordo, e infine togliere delicatamente la cupola con movimento verso l'alto, per non urtare la rotella.

2) Il microspillo che sorregge la rotella è delicatissimo, e può danneggiarsi anche con una lieve pressione. E' possibile che occasionalmente il microspillo vada fuori posto:  in tal caso la rotella appare più o meno inclinata su un lato e non gira bene. Quando questo avviene, NON prendere mai la rotella con le dita dal perno centrale, per non rischiare di danneggiare il microspillo. Va invece risistemato nella sua sede solamente sollevando un poco la girante con uno stecchino o con una pinzetta, e poi riappoggiandola, facendo diversi tentativi finché il microspillo non rientra nel foro.

3) Per un corretto funzionamento, appoggiare sempre il VI su una superficie perfettamente orizzontale.

4) A volte a causa di sfregamenti (soprattutto se si sperimenta con scatole e fogli di plastica) possono formarsi cariche elettrostatiche che, pur NON facendo ruotare il VI, ne fanno inclinare la girante, ostacolando la rotazione. Per ridurre la formazione delle cariche, è sufficiente alitare sulle superfici di plastica per inumidirle, e soprattutto evitare gli sfregamenti.

5) Si raccomanda di non sforzarsi troppo a lungo con il V.I. negli esercizi di movimento a distanza, perché la proiezione eccessiva dell'energia sottile può essere debilitante.

V.I. - Vitality Indicator (clicca)
V.I. in sezione (clicca)
Posizione standard (clicca)
Posizione a due dita (clicca)
V.I. - Vitality Indicator (clicca)
V.I. - Vitality Indicator (clicca)
V.I. - Azione mentale (clicca)
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Esplorare l'energia eterica
con il V.I.   Vitality Indicator

Il V.I. è davvero molto sensibile, ed è adatto a tutta una serie di esperimenti e verifiche dell'energia eterica, per i quali prima non esistevano strumenti rilevatori a portata di tutti. Questo mette tutti noi in grado di dimostrare la assoluta realtà dell'energia sottile, a noi stessi e ad altri.

Come si può dimostrare che la ruota non gira per cause diverse dalla bioenergia?

Grazie alla altissima sensibilità del V.I., si possono facilmente organizzare esperimenti e dimostrazioni. Ecco qualche esempio di possibili contestazioni degli "scettici", e come confutarle.

Ipotesi scettica n. 1: la ruota gira per effetto di correnti d'aria nella stanza.
Confutazione: coprire il V.I. con una campana di plastica porta DVD/CD, o in una scatola trasparente da bomboniere, oppure sotto una cupoletta fatta sagomando una busta di plastica, avvicinare la mano e attendere almeno un minuto (secondo i materiali) affinché l'energia inizi a passare attraverso l'ostacolo. Facendo invece un semplice cilindro di sottile carta da stampante attorno allo strumento, il passaggio sarà quasi immediato. L'energia passa anche sotto una pesante campana di vetro, ma in tal caso bisogna attendere qualche minuto. Messa la mano e atteso il tempo necessario, il V.I. ...gira lo stesso!

Ipotesi scettica n. 2: la ruota gira per effetto del calore delle mani (infrarosso).
Confutazione: si mette un guanto (da sci, o di pelle) nel freezer affinché si raffreddi fin quasi a gelare, poi si indossa rapidamente e si avvicina la mano al V.I. ...che gira lo stesso!

Ipotesi scettica n. 3: la ruota gira per effetto di cariche elettrostatiche delle mani o degli oggetti.
Confutazione: semplicemente ci si sciacquano le mani per annullare le cariche locali, poi si tocca il rubinetto per scaricare a terra eventuali cariche su tutto il corpo, e infine si mette la mano vicino il V.I. ...che gira lo stesso!

Ipotesi scettica n. 4: la ruota gira per effetto di campi elettromagnetici provenienti dall'ambiente (cavi elettrici, ecc.).
Confutazione: si mette il V.I. in una "gabbia di Faraday" (per esempio un contenitore fatto con rete antizanzare metallica), e si avvicina la mano dall'esterno al V.I. ...che gira lo stesso!

  • NOTA: è necessario attendere un po', sempre con la mano vicino, e la rotazione è lentissima, dell'ordine di 3-10 punte al minuto. Una possibile spiegazione per questo ritardo potrebbe essere che il metallo dello schermo deve assorbire abbastanza energia eterica, prima di consentirne il passaggio, e comunque la diffonde e disperde nel metallo stesso.

Ipotesi scettica n. 5: la ruota gira per effetto della luce che la investe.
Confutazione: semplicemente si realizza il buio completo nell'ambiente, tenendo a portata di mano l'interruttore della luce (o una piccola torcia elettrica), poi al tatto si mette la mano in posizione vicino il V.I., e dopo un po' si accende la luce (la rotella ha una sua inerzia, e non può partire di colpo quando accendete la luce!). Nonostante il buio si vedrà che la ruota stava girando lo stesso!

  • NOTA: va qui però anche specificato che una luce intensa può operare un vero e proprio "trascinamento" dell'energia eterica presente nell'aria, a causa della pressione fotonica, dando quindi l'erronea impressione di essere la luce stessa a far ruotare il V.I.. Un esperimento accurato può escludere totalmente che possa girare per la pressione dei fotoni incidenti.

Ipotesi scettica n. 6: la ruota gira per effetto del campo magnetico terrestre, o di un campo magnetico locale.
Confutazione: mettete un magnete abbastanza vicino al V.I., in modo che il suo campo sia molto più forte di qualsiasi campo ambientale, e avvicinate la mano ...la rotella non è influenzata dal magnete in qualsiasi posizione, e gira lo stesso!

  • NOTA: è necessario prima assicurarsi che il V.I. non abbia una significativa carica elettrostatica, altrimenti questa ruotando potrebbe interagire col campo magnetico. Per eliminare gran parte della eventuale carica elettrostatica, è sufficiente alitare un paio di volte sulla ruota.

Altre possibili sperimentazioni e osservazioni:

Osservazione n. 1: in certi luoghi la ruota del V.I. gira lentamente anche da sola, secondo il flusso locale di energia, ma lo fa in misura diversa se collocata in differenti punti dell'edificio, secondo lo spessore, la natura e la forma degli ostacoli. In montagna il flusso è più intenso che in pianura, specialmente vicino alle vette. Tenendo presente che il flusso terrestre viene da Sud-Ovest, potete valutare i punti più energetici di un luogo, e anche sperimentare schermi di diversi materiali e forme.

Osservazione n. 2: il naturale flusso di energia varia moltissimo secondo l'ora, perché viene in gran parte dal Sole. Con il V.I. si può confrontare le diverse velocità di un V.I. lasciato sul pavimento in un punto adatto (da individuare per tentativi), e confermare la variazione oraria (confrontare col grafco della variazione oraria riportato più su).

Osservazione n. 3: è facile constatare che quasi ogni parte del corpo fa ruotare il V.I., anche se è molto più facile dirigere l'energia nelle mani. Il nostro corpo non emette energia solo dalle mani, ma lo fa da tutto il corpo, con intensità diverse, originando la cosiddetta "aura". L'energia entra ed esce, secondo un complicato schema, ed inverte periodicamente la sua direzione. Mettendo il V.I. vicino ai punti dove le diverse direzioni si incontrano (p.es., l'interno dei polsi), la rotella non gira più con continuità, ma inizia ad oscillare avanti e indietro, seguendo la pulsazione dell'aura (bisogna ricercare con pazienza i punti di equilibrio).

Osservazione n. 4: con un po' di allenamento si può far ruotare il V.I. anche solamente guardandolo, senza avvicinare le mani, e anche mandarlo nella direzione voluta. Ma è soprattutto l'inconscio che comanda l'energia, non la mente consapevole. Si può facilmente verificare che con uno stato di relax la rotazione è maggiore, mentre lo stress può bloccare del tutto la rotazione.

Osservazione n. 5: possedendo due V.I., si possono far ruotare simultaneamente, uno per mano, ma in direzioni diverse (figura a due mani), perché da ogni mano esce un flusso inclinato verso le dita, e tale direzionalità generalmente prevale sulla forza rotazione prodotta dal gradiente.

Osservazione n. 6: alcuni indizi da noi raccolti sembrano suggerire che la conversione dall'energia eterica all'energia meccanica che fa ruotare il V.I. sia reversibile, come in una dinamo. Con il V.I. è facilmente verificabile:  si lascia il V.I. ben chiuso dalla sua cupolina in plexiglas, e si appoggia su un tavolo, accertandosi che la ruota possa ruotare del tutto liberamente, quindi si danno più colpetti laterali per far ruotare tutto il V.I., e, quando ha preso velocità, lo si ferma di colpo e si ritira subito la mano, in modo che la ruota possa continuare a girare finché si ferma. Se si osserva attentamente, si vedrà che al termine del movimento la rotella torna un po' indietro, come per scaricare l'energia accumulata durante la rotazione forzata!

  • NOTA: non tutti i V.I. riescono a ruotare liberamente con il coperchio chiuso, perché c'è una piccolissima differenza fra due lotti di produzione diversi. Se quello posseduto non girasse liberamente anche chiuso, basterà sollevare di pochissimo il coperchio.

Osservazione n. 7: Un puntatore laser e una cellula fotovoltaica possono essere disposti in modo che quest'ultima capti a distanza il riflesso del laser sui dentini della girante del V.I..  Usando quindi un frequenzimetro/contatore per leggere gli impulsi all'uscita della cellula, sarà possibile misurare precisamente le RPM (rotazioni per minuto), e quindi l'intensità del campo eterico, senza interferirvi in modo sostanziale.

  • NOTA: La Egely produce anche la versione elettronica del V.I., detta Egely Wheel® Vitality Meter. Ha un contatore elettronico che permette di conteggiare i giri al minuto. È molto efficace e utile, però è piuttosto costosa (circa 140 Euro), e un poco meno sensibile del V.I., a causa della parziale copertura in plastica.

Osservazione n. 8: Ecco come controllare il verso di rotazione del V.I. con l'orientamento della mano (quindi non con la PK o con la volontà). Usare la mano più "energetica", ma non metterla a coppa. Si uniscano invece l'indice e il medio (come quando si fa la "pistola" con la mano, vedere la figura). Puntare il V.I. un po' dall'alto e di lato, visualizzando il "getto" di energia che esce dalle dita e colpisce la ruota su una metà (fare qualche prova per trovare il punto più efficiente). Il V.I. gira come se si soffiasse su quel lato della ruota. Se poi si cambia lato, questa prima frena pian piano, e poi riparte al contrario... L'effetto del "getto" prevale su quello del gradiente.

Osservazione n. 9: Si può dimostrare che l'energia eterica, in particolare il gradiente del campo energetico umano detto aura, attraversa i corpi solidi. Si mette un V.I. su di un tavolo di legno non troppo spesso, e si lascia stabilizzare. Poi si mette la mano sotto il tavolo col palmo all'insù, badando a che stia proprio in corrispondenza del V.I.. Dopo un po' dovrebbe iniziare a ruotare debolmente. Col vetro è un po' più difficile, mentre col metallo a noi non è mai riuscito.

Osservazione n. 10: Su YouTube si trovano molti filmati di sperimentatori che si sforzano di dimostrare e/o comprendere il funzionamento del V.I. (cercare con le chiavi V.I., o VITALITY INDICATOR). Alcuni, mettendo tazze di acqua calda vicino al V.I., credono di aver scoperto che ruota per il calore, ma non comprendono che il riscaldamento stesso dell'acqua ha causato una differenza nel suo contenuto di etere, e col progressivo raffreddamento questo si riequilibra con quello dell'ambiente, facendo girare la rotella del V.I.. La spiegazione è la seguente. Nella materia l'etere si addensa in misura maggiore rispetto all'etere dell'aria. La quantità di etere che "impregna" un dato volume di materia, da noi definita capacità eterica specifica, dipende dalla sostanza materiale (composizione chimica), dalla sua struttura (più o meno compatta), nonché dalla temperatura. Col crescere della temperatura la capacità eterica specifica diminuisce. Riscaldando velocemente un oggetto (p.es., sul fuoco o nel microonde), la sua materia inizia quindi a rilasciare etere, finché raggiunge il suo equilibrio. Se l'oggetto viene raffreddato velocemente accade il contrario, l'oggetto assorbe etere dall'ambiente fin quando si equilibra. Facendo le prove suddette (come la tazza di acqua calda di cui sopra) si dovrebbe usare una tazza d'acqua (non solo l'acqua, anche la tazza) mantenuta calda per ore affinché sia in equilibrio, non una appena riscaldata.

© 2014 OmPhi Labs

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V.I. in sezione (clicca)
Variazioni orarie del flusso di etere/orgone nell'atmosfera terrestre al suolo (clicca)
Il gradiente creato nel flusso di etere dall'incontro con la materia solida produce il movimento torsionale che fa ruotare il V.I. (clicca)
Il gradiente può essere aumentato con uno schermo tipo ORAC (clicca)
V.I. - Azione mentale (clicca)
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